Comune di Villabate - Storia e Cultura
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Cenni storici su Villabate

Territorio

Collegato a Palermo tramite la strada statale 121, Villabate sorge all’interno della Sicilia a 47 m sul livello del mare.
Una parte del territorio è costituito da l’ultimo lembo orientale della Conca D’oro e occupa una superficie di 3838 ettari, di cui circa 109 in fabbricati e 274 in terreni coltivati, limitati da una serie di monti : il Grifone (m 777), il S. Caterina (m 770) e con la Montagna Grande (m 730).

I reperti provenienti dalla Cannita

Villabate è un paese di recente formazione pertanto mancano alcune caratteristiche storico-artistiche tipiche dei paesi antichi, tuttavia a poca distanza dal paese tra il Comune di Ficarazzi e Misilmeri si eleva il cozzo Cannita (m 208) costituito da quattro vette.
La Cannita è il nome con il quale si indica la collina che sorge a 10 Km da Palermo lungo il fiume Eleuterio, a breve distanza da Portella di mare, frazione di Misilmeri, e costituisce il limite sud-est della pianura della Conca D’oro. Il nome deriva forse da “canneto” perché nel 1448 tutti i campi da Villabate a Ficarazzi furono coltivati a canna da zucchero, ma potrebbe prendere origine da Matteo La Cannita proprietario del territorio.
La zona comincia a dare indizi della presenza semitica sin dalla fine XVII sec. Nella pianura adiacente vengono portati alla luce nel 1695 e nel 1725 i due noti sarcofagi antropoidi di chiara influenza greca del VI-V sec. a.C., oggi conservati al museo A. Salinas di Palermo.
In questo luogo sorgeva un fiorente centro che sfruttava la breve distanza dal mare, la vicinanza dei fiumi e fertilità del suolo. Nella zona archeologica si trova una grotta ad ovest della quale sono stati scoperti dei ruderi dedicati a Kronos. Si suppone che i due sarcofagi antropoidi appartenessero alle sacerdotesse addette al culto del dio.
Tra gli altri reperti provenienti dalla Cannita ricordiamo un’arula che rappresenta il tema del cavallo assalito dai grifoni, i resti di una coppa votiva, un esemplare fittile di gallo dedicato al dio Apollo, un ciondolo di collana in pasta vitrea e due monete di bronzo.

I primi insediamenti

Il territorio di Villabate è stato sede di battaglie ciò è dimostrato dai pochi ruderi rimasti: una villa del XVIII secolo costruita sulle fondamenta di una nobile casa musulmana e di cui oggi restano solo pochi resti e le torri Varese e Vitale di epoca spagnola.
Fin dal tardo medioevo le coste siciliane furono sottoposte a continue incursioni dei pirati provenienti dalla vicina Africa, per tale motivo furono costruite le torri.

Le origini del paese

S’inizia a parlare di Villabate intorno al 1700. Il progenitore fu l’abbate Antonio Agnello che fece erigere una villa con una piccola cappella annessa e varie case per la popolazione. Nel 1981 gli “Abbatesi” chiedono la separazione da Palermo che fu concessa cinque anni dopo e dando al paese il nome di Villabate, ossia “Villa dell’Abate”. Oggi il territorio di Villabate comprende anche le frazioni di Pomara, Ficarazzelli e Favara.
Nel corso del Settecento furono erette diverse costruzioni come la Villa dell’Abate, il Palazzo Migliaccio, il Palazzo Auria, il Palazzo Inguaggiato, la Villa Marinuzzi, la chiesa di S.Antonio da Padova, la basilica di S.Agatone Papa, la Villa Fiduccia, la Villa Vitale e la Villa Maniscalco.


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